Una delle tante conversazioni con amici appassionati di fuoristrada, con il cuore che batte un poco più forte per il trial, si dissertava sull'evoluzione di questa specialità e su come si stia allontanando sempre più da quella che rimase invariata per tanto tempo, dalle origini fino alla fine degli anni novanta.
Tra racconti e ricordi di anni passati e di attività più recenti si è finiti inevitabilmente ad analizzare le differenze tra il trial classico ed il trial moderno. In questo contesto sono emersi i tanti aspetti grazie ai quali sembra sia ancora oggi più diffuso e praticato il trial alla vecchia maniera, quello che i francesi chiamano "a l'ancienne" e che qui da noi, in Italia, identifichiamo come "trial d'epoca" o appunto "Trial classico". L'immagine che si è delineata delle due realtà della nostra disciplina motociclistica preferita mette in evidenza i molti caratteri che le differenziano e che conducono a due diverse tipologie di appassionati, indipendentemente dal fatto che siano o non siano praticanti attivi di questo sport.
Il primo elemento analizzato è stato il mezzo meccanico che, nel caso delle moto da trial classiche, ha legami con il passato della specialità così vicini ed importanti da risultare indelebili ed evoca sempre ricordi dal sapore epico di quel periodo che va dall'inizio degli anni 60 fino alla fine degli anni 90.
Le motociclette classificabili come classiche sono quelle costruite fino alla fine degli anni ottanta , mentre quelle costruite neglli anni novanta vengono definite "postclassiche", ovvero quelle che hanno come implementazioni tecniche il monoammortizzatore e i freni a disco https://trialworld.es/it/novita-nella-spanish-classic-trial-cup-con-due-nuove-categorie-di-moto-post-classic/.
La moto da trial classica appartiene ad un mondo completamente diverso da quello di cui fa parte la sua discendente attuale e le differenze risultano evidenti al primo sguardo. Il primo dettaglio distintivo è l'impostazione della motocicletta che all'occhio inesperto appare come la parente tranquilla di una moto da regolarità, molto più bassa e dall'estetica tutt'altro che rampante. La linea risulta molto compatta e gli ingombri ridotti al minimo indispensabile lasciano subito intendere che l'impostazione di guida esula dagli standard comuni alle altre moto da fuoristrada. Il profilo esile ed aggraziato, rispetto a quello delle sorelle da cross e regolarità, danno un'idea di fragilità, ma la moto da trial è al contrario molto robusta e capace di uscire indenne da cadute rovinose.
Un aspetto essenziale che si coglie osservando la moto da trial classica è la semplicità costtruttiva che ne rende estremamente semplice sia la manutenzione sia gli interventi d'emergenza che possono verificarsi necessari nel corso di una gara o anche di un'escursione di motoalpinismo. Oltre al complesso di scarico, che attraversa la moto insinuandosi tra
motore e telaio senza creare intralcio al pilota durante la guida,
l'abbondante spazio che separa la piastra paramotore del suolo e le
dimensioni assai ridotte della sella (più i modelli sono vicini all'era
postclassica più le selle si rimpiccioliscono e si assotigliano)
risaltano anche gli pneumatici che pur essendo da fuoristrada hanno un
aspetto assolutamente non aggressivo che ricorda quelli delle moto da
speedway. Gli pneumatici da trial sono stati infatti pensati per una
guida che non deve aggredire il terreno e gli ostacoli ma copierne il
profilo consentendo al pilota il massimo controllo della moto anche
nelle situazioni più complicate.
In seconda battuta l'attenzione si è spostata sulla tecnica di guida osservando che il trial classico, pur essendo soggetto ad indicazioni di carattere tecnico consente al pilota ampia libertà di impostazione della guida durante la conduzione della moto sui percorsi affrontati.
Il trial nacque quasi per caso molti anni fa, nei primi anni del 1900, quando le motociclette non erano diffuse come lo sono oggi e i primi mezzi utilizzati non erano altro che comuni moto di serie utilizzate per i normali spostamenti sulle strade sterrate dell'epoca che presentavano spesso situazioni critiche. Fu proprio la necessità di rendere la guida più agevole durante queste gare a suggerire le modifiche artigianali da apportare alle motociclette che con il passare degli anni assunsero le caratteristiche che le hanno contraddistinte fino alla fine del periodo "classico".
Nel trial classico non esistono regole che impongono un determinato stile di guida anche se questo, come per ogni specialità, è inevitabilmente condizionato dal tipo di percorso o ostacolo da superare pertanto, appresi i rudimenti essenziali che consentono di acquisire l'impostazione in sella più idonea e congeniale alla specialità, si possono sperimentare varianti personalizzate della tecnica e tutto questo consente a tutti ma proprio a tutti, anche a chi non ha mai utilizzato una moto da trial, di provare a percorrere almeno una zona facile, Il trial classico è fatto di equilibrio, fluidità nei movimenti e nella marcia a bassissima velocità e precisione di guida che unite alla tecnica e alla conoscenza della propria moto consentono di superare percorsi ed ostacoli che a prima vista potrebbero sembrare insidioei ed insuperabili ma che non richiedono mai di saper "volare".
Infine l'amichevole chiacchierata ha riguardato le zone e i percorsi con cui i trialisti si confrontano in sella alle loro motociclette (nel trial la sfida diretta è tra il pilota e la zona e non con gli altri concorrenti), rivelando quanto il trial classico non richieda al pilota doti da funambolo circense e coraggio da scalatore alpino.
Proprio sotto questo punto di vista il terreno ideale per le uscite con le moto da trial classiche presenta caratteristiche tipiche di un itinerario motoalpinistico, percorrendo il quale si affrontano tratti di mulattiere, sentieri nel bosco, scalinate di pietra tipiche dei sentieri di montagna, guadi di torrenti, pietraie, tronchi abbattuti dalle intemperie che sbarrano la strada a volte in punti già critici, ripide salite e brevi discese vertiginose, tratti fangosi e viscidi e a volte innevati o ghiacciati. Si tratta chiaramente di percorsi che anche durante una sessione di motoalpinismo vengono di fatto affrontati come se si trattasse di tante piccole zone caratterizzate via via da difficoltà e ostacoli sempre diversi ma tutti naturali. Lo stile di guida durante queste attività con le moto classiche è quello che vede il pilota condurre la sua moto lentamente, con eleganza, senza forzature cercando di assecondare le asperità del terreno e gli ostacoli da superare cercando di rispettare sempre la natura.
In conclusione è stato fatto un sommario confronto con il trial moderno convenendo che quest'ultimo, pur essendo molto spettacolare per le caratteristiche degli ostacoli inseriti nelle zone, appare molto più vicino ad una esibizione circense piuttosto che ad una specialità motociclistica. Infatti tornati a casa dopo aver assistito ad una prova di trial classico si avverte il desiderio spontaneo di salire in sella alla propria moto per provare ad imitaare qualche passaggio osservato nel corso della gara, mentre dopo aver seguito una gara di trial moderno si ritorna a casa meravigliati dalle abilità dei piloti che sembravano letteralmente volare tra gli ostacoli, superando anche zone naturali che fino a quel momento si pensavano impossibili, ma non si manifesta assolutamente l'idea di emulare le eroiche gesta.
Probabilmente sono proprio questi aspetti che fanno pendere la bilancia delle preferenze di tanti appassionati, non solo datati ma anche giovani, dalla parte del trial d'epoca e in tanti avremmo piacere di assistere ad un ritorno del trial delle origini.